Per non subire passivamente la “stangata di Ferragosto” che secondo le associazioni dei consumatori costerà agli automobilisti italiani 100 miliardi di euro, e soprattutto in Basilicata per non passare per “cornuti e mazziati” c’è un solo modo: boicottare le stazioni di carburante dell’ENI. Il Csail-Comitato promotore Indignati Lucani rilancia a partire da oggi la campagna di boicottaggio che fa seguito alla “giornata del clacson” di protesta (24 luglio scorso) e all’adesione all’iniziativa “Libera la benzina” con la raccolta di firme a sostegno delle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali dei titolari di stazioni di carburante (oltre 2 mila firme raccolte in Basilicata).
La riproposizione dell’iniziativa di protesta contro “la politica di colonizzazione” della Val d’Agri attuata dall’Eni – sottolinea il Presidente del Csail Filippo Massaro – assume maggiore rilevanza specie a seguito dei nuovi rincari dei prezzi dei carburanti alla pompa durante il periodo di maggiore spostamento degli italiani per le ferie e nonostante il costo del barile di petrolio sia abbassato e perchè il gap dei listini nord-sud non accenna ad essere superato. Accade così che nonostante l’attività del Centro Oli di Viggiano e della vicina raffineria di Taranto – continua la nota del Csail-Massaro – da noi la benzina e il gasolio da autotrazione costano di più rispetto al Nord perché i petrolieri giustificano l’aumento per le spese di raffineria e di trasporto dei carburanti dalle raffinerie del Nord. Chi sa – commenta Filippo Massaro – che non ci addebitino anche il costo del viaggio di ritorno delle petroliere dalla Turchia dove, inconcepibilmente, arriva il greggio della Val d’Agri misteriosamente e senza sapere che fine fa. Il risultato è che in questi giorni il prezzo della benzina ha toccato i massimi da settembre 2008. Per il Csail i conti non tornano: la benzina era venduta a questo prezzo all'inizio di settembre 2008, quando il petrolio si trovava a 118 dollari al barile. Oggi, il costo della materia prima si attesta a circa 80 dollari al barile: come è possibile che il carburante abbia lo stesso prezzo? Pur considerando la continua oscillazione dell’euro sul dollaro la benzina, dovrebbe attestarsi ad almeno 7-8 centesimi in meno rispetto al prezzo a cui viene venduta. E la Regione Basilicata – dice ancora Massaro – non fa assolutamente nulla nemmeno per la riorganizzazione della rete delle pompe di benzina e gasolio e l’apertura alla vendita col canale della grande distribuzione dove è possibile strappare qualche centesimo di euro di risparmio. Pertanto in attesa di verificare l’entità della “card benzina”
(mortificante e vergognosa elemosina concessa dal Governatore-sceicco che comunque sarà rispedita al mittente) e soprattutto che si sblocchi la situazione, il Csail-Massaro rilancia l’unica forma di protesta che ci è rimasta: il boicottaggio degli interessi economici dell’ENI. Per l’occasione, il Csail ripropone il manifesto dei “testimonial benzinai Eni” con l’aggiunta: “ noi onesti e dignitosi cittadini non vogliano essere cornuti e mazziati ”

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