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domenica 7 agosto 2011

Rosa,Venezia e Pici del Pdl su Metapontum Agrobios


La Metapontum Agrobios spa, di proprietà della Regione Basilicata, è una società che occupa 55 dipendenti, è opportuno una volta per tutte rilanciarla nelle sue attività e valorizzarla nelle sue professionalità. Un preciso piano industriale con un management competente è l’unica risposta seria che “possiamo-dobbiamo” dare come rappresentanti della nostra comunità. Non serve ai lucani avere degli inutili doppioni di altri carrozzoni regionali.Gli ultimi provvedimenti adottati in fase di assestamento di bilancio dimostrano, invece, come la Regione Basilicata non vuole realmente investire, preferendo ancora una miope politica di finanziamento pubblico per coprire l’ennesimo buco creato dalle nomine politiche, per gratificare qualche “dirigente” della galassia del centrosinistra, continuare nella fallace opera di “Ente pubblico - Imprenditore di servizi”. Con l’unico risultato di arrivare al fallimento di Metapontum Agrobios. La Giunta Regionale ancora una volta ha dimostrato solo un’apparente volontà di salvare la società, ma nei fatti nessuna proposta concreta fa intravedere un futuro sereno. Questo purtroppo devono averlo compreso bene i dipendenti della società ed è giusto che lo sappia anche la pubblica opinione. Nella seduta notturna dell’assestamento di bilancio abbiamo ascoltato tanti interventi di circostanza, nessuno, però ha toccato i punti nevralgici della questione, nessuna proposta a nostro parere era tale da poter essere considerata risolutiva. La maggioranza di governo in questi ultimi tre anni ha fatto finta di nulla, salvo poi destarsi, quando la Corte dei Conti ha con la sua attività di controllo creato il cortocircuito finanziario. La proposta della Giunta che la maggioranza del Consiglio ha approvato non è una proposta seria. Una semplice ricapitalizzazione per ottemperare ad un preciso obbligo di legge sulla consistenza del capitale sociale, che non aiuta a risolvere i problemi strutturali che si riproporranno tra qualche mese quando i soldi saranno nuovamente finiti assorbiti dalla perdite e dai costi di gestione. Allora cosa fare, già da ora si pensa di trasferire i dipendenti “privati” in enti “pubblici” senza concorso. Di fatto solo una norma “tranello” in quanto cozza con la Costituzione che vieta espressamente tutto ciò. Unico dato certo, invece, il comma con cui si delega la Giunta ad espletare “l’eventuale” (probabile) processo di liquidazione. Chiaramente, se vi fosse stata una reale volontà di investire nella società questa norma sarebbe del tutto inutile. Il Presidente De Filippo, la sua Giunta e la sua maggioranza tutti “in cerca di autore” sfuggono ancora una volta dalle responsabilità, non sono assolutamente chiari e il provvedimento adottato rappresenta la sintesi di tutto ciò. 
Se tutto ciò non è vero, cominciassero a ridurre i costi delle attività, come per esempio il compenso del Consiglio di Amministrazione. Si proceda immediatamente a modificare lo statuto per rendere Agrobios una società in house e si proponga subito un vero piano industriale per il prosieguo della attività di ricerca ed un loro rilancio. Si abbia il coraggio di dire che il fallimento è anche dovuto ad un management inadeguato nominato dalla partitocrazia, scelto per fedeltà alle filiere elettorali e non per capacità, competenze e curriculum. Si inizi anche ad usare il metodo della gratificazione e della sanzione. 
Noi ci siamo fatti promotori di un’iniziativa “bocciata” dalla maggioranza, da subito eliminazione del Consiglio di Amministrazione e nomina di un amministratore unico nella figura del Direttore Generale della Giunta, cui attribuire un semplice rimborso spese. Poi, se vogliamo veramente rilanciare la società troviamo un management competente profondo conoscitore del settore. Non ci resta che attendere, chiedendoci se i colleghi della maggioranza ed i segretari dei partiti politici del centrosinistra avranno questo coraggio. Il Presidente De Filippo che ne pensa? Sarà realmente capace di avviare questo nuovo percorso per l’Agrobios e per i suoi 55 dipendenti? 

Potenza 7/8/2011

Gianni Rosa, Mario Venezia, Mariano Pici

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