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sabato 9 luglio 2011

BENEDETTO (IDV):PATTO SISTEMA,NON ESCLUDERE E PENALIZZARE PICCOLE E MEDIE IMPRESE



“La Confapi di Basilicata ha ragione: dalla concertazione prevista con la sottoscrizione del 'Patto di sistema per il lavoro e la crescita – Obiettivo Basilicata 2012', che il Presidente della Giunta De Filippo, dopo mesi di trattative con Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, mediazioni e scambi epistolari, incontri ufficiali e riservati, finalmente, ci illustrerà in Consiglio martedì prossimo, nessun soggetto sociale deve essere escluso e ancor più se rappresentativo delle piccole e medie imprese che rappresentano l’ “ossatura” dei comparti industriale e produttivo della nostra regione”. E’ quanto sostiene il capogruppo IdV alla Regione Nicola Benedetto che annuncia che “chiederà conto a De Filippo innanzitutto del metodo di concertazione adottato e quindi di esclusioni e penalizzazioni o ltre che di Confapi anche di organizzazioni professionali di categoria dei settori artigianato, turismo-servizi, commercio e cooperazione”.
“La maggiore competitività ovvero il rilancio delle potenzialità di crescita dell’industria, dei servizi e dell’artigianato, nel segno dell’innovazione e della sostenibilità, che, a quanto pare, è uno dei punti principali del documento – evidenzia Benedetto – non si può raggiungere senza i piccoli e medi imprenditori di comparti essenziali per l’economia lucana e l’occupazione. E il presidente Confapi Basilicata fa bene a ricordare allo staff di consulenza del Governatore, che evidentemente lo ha dimenticato, di rappresentare, da sola, 1.400 imprese che danno lavoro ad oltre 11.000 persone. Non sorprende, nello scenario economico che Unioncamere ha aggiornato al terzo trimestre 2011, l’alta mortalità aziendale. Rispetto alla media del 2008 le imprese attive (54.500 a fine marzo scorso) sono quasi l’1% in meno: la contrazione raggiunge quasi il 3% per quelle industriali e il 4,7% per ditte individuali e “altre forme giuridiche minoritarie”, che sono oltre l’80% di tutte le imprese lucane. In calo risultano anche le imprese agricole. Dunque – afferma il capogruppo IdV – il rischio è di partire con il piede sbagliato nella nuova fase che si vuole inaugurare con le parti sociali e che dovrebbe aiutale proprio le pmi che sono sulla soglia della chiusura a meno che non si pensi ad una sorta di Patto scadenzato in due tempi, il primo con Confindustria e il secondo con i “minori”. Ma in questo caso la strategia che si vorrebbe perseguire risulterebbe inadeguata a fronteggiare la situazione di emergenza imprenditoriale e lavorativa”.

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