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martedì 21 giugno 2011

Sovraffollamento carcerario. Domani sit-in dei Radicali davanti alla casa circondariale di Matera


di Antonio Grasso

A partire dalle ore 00.01 di lunedì 20 giugno, Marco Pannella ha deciso di nutrire la sua iniziativa nonviolenta su carcere e amnistia passando allo sciopero della sete. Il leader radicale, all’indomani del voto referendario, aveva dichiarato:“L’obiettivo del mio sciopero della fame è quello di far rientrare nella legalità lo Stato italiano, uno Stato che si trova in una situazione di criminalità professionale. Da decenni si stanno realizzando in Italia forme di detenzione che non sono previste e tollerate dalla legge italiana e internazionale. E rappresentano una forma di sequestro ad opera della forza pubblica.” Parlando della sua iniziativa nonviolenta Pannella ha dichiarato:“Lo faccio in nome della legge, in nome della legge internazionale, in nome della legge europea, in nome della Costituzione, della legge suprema e delle leggi ordinarie, della cosiddetta Repubblica italiana. Io rischio la vita e, per quanto possibile, non la morte”.  A partire dalle ore 11.00 - fa sapere il componente della direzione nazionale dei Radicali Italiani, Maurizio Bolognetti - terremo un sit-in fuori al carcere di Matera per esprimere il nostro sostegno all’iniziativa nonviolenta di Pannella e la nostra vicinanza alla “comunità penitenziaria”. Ad oggi sono oltre 13000 i cittadini italiani che hanno sostenuto l’iniziativa Radicale per la democrazia, la legalità e la giustizia e tra questi oltre 7500 detenuti, di cui oltre un centinaio proprio a Matera.  Una volta di più gioverà ricordare quanto scrivevamo nella mozione generale del IX congresso di Radicali Italiani: “…Considerata l'urgenza di interrompere le vere e proprie torture che subiscono quotidianamente detenuti e agenti penitenziari, già costretti in condizioni disumane a causa dell'ulteriore aumento della popolazione carceraria (68.527 detenuti su una capienza di 44.612 posti), dà mandato agli organi dirigenti di convocare gli "Stati Generali delle carceri" per mobilitare tutti coloro che non sono disposti a tollerare quello che appare oggi come un consistente e allarmante nucleo di nuova Shoah”.

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