Questa volta l’ufficio stampa di regime dovrà faticare più di quattro camice per difendere il capo e confutare la decisione dell’agenzia di rating Moody’s di “mettere sotto osservazione” (dizione tecnico-burocratico-contabile che significa “non ci fidiamo di voi”) le finanze della Regione Basilicata. A meno che non facciano ricorso all'accusa di complotto della finanza internazionale che dopo Bankitalia vuole colpire il Governatore-sceicco. Del resto, aggiunge Massaro, se lo fa Berlusconi per difendersi sempre da Moody’s perché non può farlo la macchina dell’informazione di regime regionale?. In attesa di superare la curiosità di leggere quello che scriveranno, perché sinora (primo pomeri ggio) le uniche fonti sono i siti internet di informazione, in quanto "Basilicatanet" si è guardata bene dall’informare di quello che tg nazionali “sparano” in prima pagina, ci permettiamo di consigliare di gridare al complotto. Magari siccome l’agenzia degli Usa riserva lo stesso trattamento anche ad Eni ed Enel, si può trovare come motivazione l’attacco alla “sovranità regionale” sul petrolio e le fonti energetiche. Una bella trovata per uscirne, ancora una volta, agli occhi dei lucani come “martiri” e a quelli del capo come buoni giornalisti.
Siamo seri, continua Filippo Massaro, : è un nuovo segnale di allarme che non può essere sottovalutato, perché altrimenti non si capirebbe perché quando Moody’s parla bene dei nostri amministratori regionali nel gestire le finanze, gli investimenti, la spesa e i debiti con le banche, non sono complottatori e si dà ampio risalto come nei lunghi notiziari e commenti di Basilicatanet dell’11/12/2010.
E se poi si dispone di dati finanziari in grado di provare il contrario, si pubblichino su Basilicatanet invece di riempire il notiziario di appuntamenti ricreativo-spettacolari.
Anche questa vicenda ci dimostra che un sito istituzionale di informazione così gestito non può essere pagato dai lucani che non credo si siano accorti della fine della par condicio. E poiché le proteste e le lamentele si moltiplicano da parte di associazioni, organismi, comitati civici, tagliati fuori, oscurati-censurati, o al massimo ospitati con 5-8 righi, lanciamo una proposta: realizziamo un sito alternativo che chiameremo www.controbasilicatanet.it per la controinformazione o meglio quell’informazione che non ci vogliono far leggere. Meno male , conclude Massaro, che almeno i quotidiani regionali svolgono un importante ruolo e non oscurano nulla, una certezza che dovrebbe convincere gli addetti dell'ufficio stampa di regime che è peggio perchè i lucani comunque lo leggeranno ed anzi si chiederanno perchè non c'è sul sito della nostra comunità.
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