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venerdì 17 giugno 2011

La Cavonica che avvicina

L’assessore Rondinone alla presenza dei sindaci : “Strada pronta per fine anno”. Poi le bretelle


Ieri il punto della situazione sulla fondovalle. Un ponte fra la Collina e la Val d’Agri. Per uscire dall’isolamento


di Antonio Grasso

GARAGUSO SCALO – La strada che verrà. E quella che c’è già. Nel lungo elenco delle incompiute in terra lucana figura a pieno titolo la costruenda fondovalle Cavonica, stadio terminale della cosiddetta Trasversale alta 14. Un’arteria tanto “discussa”. E che attende da una sfilza di decenni la sua completa realizzazione. Ma tant’è. Divenuta materia di campagna elettorale sin dopo il secondo dopoguerra l’arteria, concepita come naturale ponte di collegamento fra l’area della Collina materana (e dintorni) e la Val d’Agri, ha iniziato a prendere forma (e sostanza) solo nei primi anni Novanta del secolo scorso. Più precisamente nel 1995, quando - col primo finanziamento erogato dalla Giunta Tataranno - la Cavonica si impose nell’azione amministrativa provinciale. Da allora un bel po’ di strada è stata fatta. Tanto che adesso si accinge a vedere la fine. Almeno nei circa 23 chilometri (di cui poco più che la metà già asfaltati) del tratto nord (detto anche di “testa”). Quello, cioè, che dovrebbe permettere ai comuni (Accettura, Garaguso, Oliveto Lucano, Salandra, San Mauro Forte e Stigliano ndr) della fascia montano - collinare del Materano, un più rapido accesso alla Statale 407 Basentana. E di conseguenza un avvicinamento chilometrico ai due capoluoghi : Potenza e Matera. Ma non solo. Un’arteria destinata, dunque, a rompere – stando alle finalità progettuali - l’atavico isolamento delle aree interne. Isolamento non soltanto fisico, ma anche immateriale e relazionale. Fra e delle stesse comunità urbane interessate. In gran parte rappresentate dai rispettivi sindaci (più di qualcuno alla ricerca di garanzie circa la contestuale realizzazione delle cosiddette “bretelle di collegamento) in occasione del sopralluogo tecnico di ieri mattina, convocato su iniziativa della Provincia di Matera per “far constatare di persona, agli amministratori locali del comprensorio, lo stato dell’arte dell’arteria”. Presente in veste istituzionale, insieme ai funzionari dell’ente di via Ridola, l’assessore provinciale alle Infrastrutture strategiche Gianni Rondinone. “Dalla ricognizione odierna, contiamo – salvo intoppi climatici non menzionabili nella prevedibilità umana - di potere mantenere la tempistica di completamento fissata, nello specifico, per fine 2011 - ha rimarcato lo stesso Rondinone nel fare il punto della situazione – Altrimenti il tutto slitterà non oltre i primi mesi del 2012”. Valutazione confermata a stretto giro di posta anche dai rappresentanti del consorzio d’imprese Ati – Dec aggiudicatario dei lavori. Che almeno questa sia la volta buona!    

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