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giovedì 5 maggio 2011

BONIFICA VALBASENTO: INTERROGAZIONE BENEDETTO (IDV)


“Sulla bonifica della Valbasento dai “mausolei” che ci ha lasciato in eredità l’Eni i colleghi del Pd in Consiglio Regionale hanno scoperto l’acqua calda e adesso, timidamente, come avviene con i bambini a scuola nei confronti della maestra, chiedono di conoscere dal Presidente De Filippo e dall’Assessore Mancusi lo stato delle operazioni. Quando, invece, ho sollevato la questione, già dagli inizi di aprile, appena ci è stata consegnata la prima bozza di Memorandum d’Intesa Stato-Regione sul petrolio, e successivamente attraverso la mozione in Consiglio per chiederne lo stop, evidentemente, gli stessi colleghi erano distratti”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale di IdV Nicola Benedetto che in un’interrogazione al Presidente De Filippo e all’Assessore Mancusi chiede di sapere “quali azioni ed iniziative concrete ed in tempi ravvicinati intendono svolgere, ciascuno per la propria competenza istituzionale, nei confronti dell’Eni e del Governo per richiamare entrambi i soggetti alle proprie responsabilità, nell’ambito delle trattative che si avvieranno a breve con il Governo e a quelle che devono seguire con l’Eni”.
Secondo Benedetto “si è persa una grande occasione, quella della sottoscrizione del Memorandum di Intesa, per esercitare, con l’arma di “ricatto” rappresentata dal petrolio, una pressione - sicuramente più energetica di una retorica interrogazione - nei confronti del Governo e dell’Eni, perché non va dimenticato o sottovalutato che l'Eni è arrivata nel '60 proprio in Val Basento, con la Pozzi a Ferrandina e con l'Anic a Pisticci, hanno dato, sì, punte di manodopera sino a 5 mila unità, ma quello che resta adesso non sono altro che “mausolei” ed è veramente difficile definirli diversamente. Prendersela adesso con il Governo perchè tra i siti del Sud da bonificare ha “saltato” la Valbasento (e penso anche Tito) pur essendo compresa tra i siti di “interesse nazionale”, mi sembra scontato e piuttosto tardivo, mentre è sin troppo chiaro che senza la bonifica della Valbasento è impossibile semplicemente pensare ad una vera reindustrializzazione, perché la vera riconversione dell’apparato produttivo esistente non può prescindere dalla bonifica di quel territorio. Quindi primo obiettivo per la Val Basento è la pulizia di quel territorio. Solo così si possono richiamare aziende nazionali ed internazionali che possono contribuire alla ripresa produttiva ed occupazionale di questo territorio. Cosa importante nella negoziazione a questo punto è chiedere all'ENI di portare in Basilicata, visto che il gruppo è abbastanza vasto, aziende che possano dare un minimo di avvio a qualche nuovo indotto nella meccanica, nella metalmeccanica. Sicuramente è un indotto moderno: la meccanica, la metalmeccanica sono due punti che non moriranno mai nell'economia e nell'impresa e nel fare impresa. Bisogna inoltre accelerare il progetto di pista Mattei e chiedere al Ministero delle Infrastrutture di considerarlo una priorità per realizzare finalmente quello di cui la Basilicata ha bisogno per superare l’handicap infrastrutture, un aeroporto.
Per ridare fiducia alla Valbasento e a quella comunità – conclude Benedetto – continuo a sostenere che bisogna cambiare atteggiamento nei confronti del Governo e del “cane a sei zampe” mostrando i muscoli e non il cappello in mano. In gioco c’è la credibilità del Governo Regionale e del suo Presidente”.

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