“Il WWF, in relazione al dibattito in corso circa la richiesta dell’ENI di un incremento della capacità estrattiva nel giacimento in Val d’Agri, afferma la propria contrarietà a qualsiasi proposta di revisione in tal senso dell’accordo tra Eni e Regione Basilicata, almeno sino a quando non sarà perfettamente funzionante un idoneo sistema di monitoraggio di tutte le matrici ambientali, tante volte promesso ma ancora oggi sostanzialmente non realizzato, e sino a quando non sarà pienamente operativo l’osservatorio Ambientale della Val d’Agri,solo annunciato nella Conferenza su petrolio ed Ambiente, che dovrà garantire la massima trasparenza su quanto avviene intorno alle attività di estrazione petrolifera ed avviare azioni concrete preventive per la diminuzione dei rischi per la salute e l’ambiente. E’ in gioco il diritto dei cittadini della Val d’Agri ad essere protetti attraverso un sistema di monitoraggio e controllo delle attività inquinanti più efficiente e trasparente di quello attualmente operante. Non è solamente una “questione di impatto emozionale”, come più volte affermato dopo il Copam 2011, la salute dei cittadini deve essere considerata la prima esigenza di chi ci governa e di chi opera sfruttando il nostro territorio”. E’ quanto ha dichiarato Vito Mazzilli, presidente regionale WWF, esprimendo così la preoccupazione dell’Associazione per un possibile ampliamento della capacità estrattiva nel giacimento della Val d’Agri senza che siano ancora state attuate quelle premesse, pur previste negli accordi Eni- Regione, che darebbero maggiori assicurazioni alle popolazioni in merito alle attività estrattive rendendo più chiara una situazione che sino ad ora non lo è stata. Il WWF perciò auspica che eventuali trattative di revisione degli accordi non avvengano a porte chiuse, ma attraverso percorsi trasparenti che prevedano il coinvolgimento dei cittadini lucani e dei portatori di interesse e tengano conto delle suddette condizioni senza le quali sarebbe dissennato e pericoloso procedere all’ intensificazione delle attività estrattive.Il WWF infine ribadisce ancora una volta la propria contrarietà all’ampliamento di attività di ricerca ed estrazioni di idrocarburi ad altre zone della regione perché ciò comprometterebbe in maniera irreversibile le possibilità di sviluppo sostenibile del territorio.

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