“Per quanto le parole odierne del Presidente De Filippo suonino come musica alle nostre orecchie e a quelle dei cittadini del Metapontino, non credo che per la Regione Basilicata sia sufficiente limitarsi a seguire lo stesso percorso imboccato dalle Regioni Abruzzo e Marche, anch’esse impegnate ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale la cosiddetta “tassa sulle disgrazie”, perch&eac ute; le due Regioni colpite come la nostra da alluvioni non posseggono le risorse energetiche della Basilicata e non si trovano alla vigilia della firma di un atto talmente importante da far tremare il polso di chi dovrebbe firmare”: è il commento del consigliere regionale Nicola Benedetto (IdV). “Se pertanto il Presidente mercoledì prossimo vuole il nostro consenso e quello del Consiglio Regionale, in coerenza con gli assi strategici e le linee d’azione del Memorandum d’Intesa sul petrolio – aggiunge Benedetto – deve fare quell’annuncio che in tanti gli abbiamo chiesto e che proprio come il ricorso alla Corte Costituzionale per far valere le ragioni contro un’altra istituzione dello Stato non è una cosa semplice o un motivo di soddisfazione, ma un atto di responsabilità per la tutela di interessi di una comunità. Il rinvio della firma oltre ad essere interpretato come comportamento non di ostilit&agra ve; al Governo quanto piuttosto di volontà a far valere diritti legittimi, inoltre – continua il consigliere di IdV – consentirà di adeguare la strategia della Regione in materia energetica. Non si può certo far finta che dopo le sentenze del Tar sul bando per l’eolico non sia successo nulla. Anzi ci aspettiamo già mercoledì in Consiglio qualche spiegazione più convincente di quelle balbettate dal Dipartimento Attività Produttive perché non si coprano responsabilità politiche e amministrative. Sarebbe il caso che data l’affinità politica con la Giunta Regionale della Puglia si prendesse spunto dal Progetto di Filiera Energia approvato dalla Giunta Vendola che specie sull’eolico e sul fotovoltaico è molto più avanti di noi garantendo agli imprenditori privati pochi mesi nelle procedure di esame delle richieste, certezza di investimenti, occasioni di lavoro dirette e nell’indotto, benefici ai Comuni. Se non cambia più di qualcosa, forse dovremmo suggerire alle imprese di settore di spostare in Puglia i propri progetti”.

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