Parole importanti ed impegnative sono state quelle pronunciate, nel corso della seduta del consiglio solenne dedicato alla ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia, prima dal presidente del consiglio Vincenzo Folino e poi dal governatore Vito De Filippo, parole che hanno utilmente ricordato il nostro passato per costruire e consolidare una rinnovata immagine del nostro futuro.
Un futuro che noi lucani aiuteremo a determinare tanto forte quanto luminoso per la nostra straordinaria regione e per la nostra Italia, che abbiamo contribuito a formare e tenere saldamente unita.
Vinceremo questa difficile sfida, se riusciremo ad aggiungere alla forza, alla dignità ed alla determinazione, che hanno da sempre caratterizzato le generazioni passate, il giusto orgoglioso rilancio ideologico e di coraggio unitario, quello che oggi si richiede, in un mondo sempre più globalizzato e complesso e che troppo volte dimentica i veri valori, a chi come il popolo lucano vuole finalmente ergersi a “protagonista” non solo rivendicando un “mai saldato credito verso lo stato”, ma in virtù di una nuova e quanto mai necessaria dimensione etica, politica ed economica che dovrà assumere la nostra Italia ed in cui la Basilicata ha “carte e risorse umane e naturali ” preziose da giocare e mettere sul tavolo del confronto, della competizione e della concertazione.
Non ci deve quindi assolutamente intimorire, così come ha chiaramente affermato il presidente De Filippo, l’avanzamento di una sfida federalista : “se questa serve a chiudere definitivamente una facile geografia degli sprechi e delle inefficienze” e che a mio parere ci deve trovare convinti sostenitori.
Ci deve invece far molto riflettere se chi, il “processo federalista”, lo minaccia a volte in maniera subdola e senza saperlo anche suicida, come anticamera di un “futuro secessionista” e se soprattutto tale ipotesi è messa in campo da chi, da sempre, ha “depredato” le risorse economiche che in maniera strumentale venivano assegnate al Sud e quindi anche alla nostra regione, per poi riprendere velocemente la strada del Nord attraverso i sistemi bancari, assicurativi ed a volte anche industriali, che non si sono fatti scrupolo quando si è trattato di abbandonare i nostri territori dopo averli “utilizzati” ed a volte letteralmente “saccheggiati”.
Le manifestazioni di questi giorni quindi, che gli “ingrati secessionisti” minacciano inutilmente di disertare, non possono solo essere considerate una serie di appuntamenti commemorativi o di “semplice” festa, ma devono diventare momenti di riflessione profonda ed occasioni di analisi critica, così come ha detto il più inossidabile difensore e baluardo dell’unità e della coesione nazionale, quale è il nostro presidente Napoletano, definendo la giornata di domani “pegno della nostra determinazione nel riaffermare, tutelare, rinsaldare l’unità nazionale, che fu la causa cui tanti italiani dedicarono il loro impegno e la loro vita “ .

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