Secondo i dati del Ministero del Tesoro, il passaggio dai trasferimenti statali all’autonomia delle imposte significa, per i Comuni, perdere complessivamente 445 milioni di Euro di risorse l’anno da destinare ai servizi.
Il confronto è effettuato fra i dati dei trasferimenti relativi al 2010 e il totale del gettito dalle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale.
Diversi comuni del sud, come Matera e Potenza, perderebbero consistenti fette di entrate (fino a oltre il 60%) con il nuovo fisco, mentre invece i municipi del nord o quelli che hanno un alto tasso di seconde case sono avvantaggiati dalla base immobiliare delle nuove imposte.
Tra i capoluoghi di regione, confrontando le entrate con la futura imposta municipale unica prevista dal federalismo fiscale con i trasferimenti dell’anno scorso, la differenza in milioni di euro in percentuale sarebbe ad esempio di un -56% Potenza e forti penalizzazioni per tutte le città del Sud.
I comuni che ci guadagnano sono invece le maggiori città del nord come ad esempio Bologna (+40%), Milano (+34%), Firenze (+33%) e Venezia (+26%).
E’ quello proposto ed in via di approvazione un federalismo particolare che è inverso al principio di Robin Hood in quanto toglie ai poveri per dare ai ricchi, dando seguito al pregiudizio antimeridionale che regola la strategia messa in atto dalla Lega, con l’avallo e il sostegno dei parlamentari meridionali del centro-destra, eletti nelle circoscrizioni del sud.
Il provvedimento federalista prevede inoltre che l'Iva da ridistribuire ai comuni sarà legata ai consumi.
L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Cgia di Mestre, con uno studio approfondito, ha quantificato i soldi che finiranno nelle casse comunali.
Le contabilità comunali si traducono su scala nazionale in circa 3 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi saranno devoluti al Nord, 716 milioni al Centro e 463 al Sud.
Come si evince da questi dati vengono premiate le realtà territoriali che hanno una forte concentrazione di attività economiche e produttive, con livelli di reddito più alti.
Secondo detto studio, la Basilicata è la prima regione a subire la penalizzazione, con i comuni lucani che registreranno la perdita media di ben 155 euro ad abitante.
Sarebbe auspicabile che il federalismo possa essere anche occasione per il rilancio del Mezzogiorno, anche se le premesse registrano un verosimile peggioramento di servizi con un aumento di tasse e tributi a carico dei cittadini.
Volendo applicare il medesimo principio egoistico, modulato principalmente sulla realtà socio-economico del centro-nord, la Basilicata potrebbe chiedere, a compenso, maggiori trasferimenti dei diritti delle royalties, spettanti per le estrazioni petrolifere.
Non ci può essere federalismo privo della base di solidarietà e di reciproco sostegno, unici collanti che uniscono le diverse realtà territoriali del Paese.
Personalmente penso che la Regione debba mettere in campo ogni iniziativa ed azione atte alla tutela delle proprie popolazioni.
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