EMERGENZA ALLUVIONE BASILICATA: PERCHE' NON
NE PARLI?
Caro direttore,
NE PARLI?
Caro direttore,
le scrivo per aprire una discussione sui social network e sul suo giornale. Negli ultimi anni, quando in paesi governati da dittature,
vi sono state rivolte e processi storici importanti come quelli attuali del nord africa i social network hanno svolto un ruolo fondamentale.
Questo perchè i cittadini hanno sostituito i mezzi d'informazione impossibilitati, per varie ragioni, a documentare le situazioni politiche
di quei lontani paesi. Lei si sorprenderà ma facebook e twitter mi hanno fatto conoscere una situazione terribile che il suo giornale ha
ignorato, chissà per quali ragioni. Inoltre ho anche capito che, probabilmente, non sono italiano come io credevo.
Sono nato in Basilicata (ha presente? fino a poco tempo fa credevo fosse una regione italiana) e per studio e
lavoro ora vivo a Roma la capitale della sua nazione.
Grazie a Facebook e Twitter ho scoperto che la mia regione, non so di quale nazione, sta vivendo in questi giorni una situazione terribile.
La mia regione è sconvolta da un'alluvione senza precedenti, i danni sono enormi e i miei concittadini sono disperati.
Devo ringraziare internet se so qualcosa, se fosse stato per il suo giornale non avrei saputo niente.
Ma la perdono, infondo chi se ne frega della Basilicata, ultima ruota del carro di una nazione che ha cose più importanti a cui pensare.
Le varie starlette e donne di malaffare che circolano intorno a palazzo grazioli e ad arcore ci interessano di più rispetto ad un danno
così grave ad una regione di cui non si sa nemmeno il nome degli abitanti (basilicatesi? basilicatiani? bo?!). quindi grazie ancora.
E' importante sapere che la mia regione conta meno di una marocchina minorenne o forse maggiorenne e dei suoi viaggi a Vienna.
Mi informerò comunque e le dirò se la Basilicata è ancora una regione dell'Italia così, magari, lei deciderà di darle più spazio.
Almeno quando ci sono tragedie come queste.
Con immutata stima un suo lettore,
Vincenzo D'Onofrio
Egregi Signori,
Egregi Signori,
a scriverVi è Sara Taddei, originaria, nonchè residente, di una delle Regioni colpite dalle alluvioni dei giorni scorsi.
Penserete alle Marche? No, sbagliato. Penserete all'Abruzzo? Ancora sbagliato.
Sono lucana. Basilicata. Vi scrivo proprio in riferimento a questo, ossia al maltempo ed alla Basilicata.
Guardo e leggo le edizioni principali dei canali di informazione nazionale e, con grande rammarico, negli
ultimi tre giorni ho sentito scarsamente nominata la mia Regione o meglio, si badi, solo nel meteo.
Ho aspettato. Ho seguito le edizioni e i giornali successivi. Poi ancora gli altri. E gli altri.
Ma delle difficoltà che noi lucani, della provincia di Matera, stiamo affrontando, non ne avete parlato.
Non una foto, non un'intervista, non un filmato, niente. Mi chiedo come mai.
Eppure la nostra agricoltura, risorsa fondamentale dell'economia Nazionale, ha avuto un colpo durissimo!
Le nostre strade sono ridotte straccio! Le arterie, e parlo stavolta di "SS",
di Strade Statali, quali la Basentana 407 e la Jonica 106, sono interrotte!
Alcuni nostri concittadini hanno visto affondare la propria abitazione nell'acqua
e fango! Altri hanno perso i sacrifici di una vita!
Non posso credere che non sappiate...
Al Museo Archeologico presso le Tavole Palatine (Metaponto) è stato allestito, grazie solo ai volontari del gruppo Nov di Protezione Civile
di Pisticci ed al gruppo di Montalbano, un campo d'accoglienza per 50 persone, tra cui donne e bambini.
Si è mosso l'Esercito, portando qui circa 60 dei suoi uomini da Foggia e Bari.
Come?! Neanche un giornalista alla ricerca del servizio?! Aveva forse ragione Papaleo quando diceva che
"la Basilicata è un concetto di Dio"?!
Perdonate l’irruenza ma i miei (ri)sentimenti sono alterati dagli avvenimenti dei giorni scorsi e da quel che ci aspetta affrontare.
La situazione sta peggiorando. Piove sulle nostre teste...tra il fango e la disperazione anche noi aspettiamo
il 17 marzo per festeggiare l'Unità d'Italia.... Credete sia il caso di sensibilizzare l'opinione pubblica?
In attesa di una Vostra risposta e fiduciosa nel Vostro operato,
distinti saluti,
Sara Taddei.
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