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martedì 8 febbraio 2011


RADICE (VV): un nuovo ruolo alla Commissione dei Lucani nel Mondo
Si appena conclusa l'assemblea dei Lucani nel Mondo, avendo avuto il piacere di ascoltare le conclusioni del Presidente De Filippo. Sempre raffinato e avvezzo a citazioni storico-filosofiche, ma, per i presenti giunti da ogni parte del globo, imperante per la totale assenza di significative proposte. Non un impegno, non una prospettiva. Il solito pendolo della descrizione di questa regione tra i millenni trascorsi e quelli futuri, nessun riferimento al presente, su quello che stiamo vivendo o ancora dovremmo vivere. Una lezione forbita sui catastrofisti, come me, che descrivono questa regione in regresso ed in abbandono soprattutto delle aree interne e montane, e gli sciamani, che immaginano tutto il bene possibile di questa regione, ipotizzando traguardi eccezionali in ogni dove e in ogni settore.
     Chissquale film ha visto il Presidente De Filippo e quanti di questi sciamani ha mai potuto incontrare in questi ultimi anni.
     Era doveroso in una circostanza come questa che si lanciassero messaggi chiari ed idee progettuali precise. Il lavoro di ricerca dei nostri corregionali svolto da Rocco Curcio, prima, e da Pietro Simonetti, dopo, stato incessante ed esemplare, ma oramai non pisufficiente, perchrischia di impantanarsi nella memoria del ricordo, il pidelle volte nostalgico, senza una vera prospettiva futura.
     Ho sempre ritenuto che l'altra Basilicata, quella fuori dai confini regionali e nazionali, potesse costituire una grande opportunitdi crescita per la nostra regione. Invece il tutto e quel poco, che si fatto in questi anni, si è svolto in un disordine organizzativo e finanziario generale: ogni organismo pubblico (APT, ALSIA. Camera di Commercio, vari Dipartimenti Ragionali, Province, ComunitMontane, ecc) si mosso autonomamente, senza risultati che possano definirsi apprezzabili.
     La Commissione dei Lucani all'estero ha mantenuto nel frattempo un profilo basso e le grandi opportunitsempre annunciate sono rimaste solo grandi annunci, mai concretizzati in fatti concreti. Ora con il passare del tempo la stessa Commissione rischia di essere portata all'esaurimento, data la scarsitdi risorse finanziarie ad essa destinate. Se questo stato di cose dovesse permanere inevitabile che la stessa e le tantissime associazioni sparse nel mondo sono destinate ad estinguersi, nonostante l'apprezzabile lavoro che il Presidente Di Sanza sta, nel pur brevissimo tempo, svolgendo..
      Dunque il tema 鉄i crede in questo strumento come possibile volano di occasioni di sviluppo per i nostri corregionali dentro e fuori i confini di questa regione?Se si allora bisogna ridefinire i compiti e le funzioni di questa Commissione. La missione affidata della attuale legge regionale (L.R. n.16/2002) va completamente ridefinita proprio nel momento in cui ci dovrebbe essere la riscrittura dello Statuto. (La precauzione d'obbligo considerato i tempi ormai trascorsi.)
     Di fatto l'attuale Commissione dovrebbe essere una sorta di dipartimento agli esteri, a cui affidare il compito politico, non solo delle relazioni sociali, ma proprio delle promozioni economiche, potendo per questo gestire significative risorse finanziarie e svolgere anche un proficuo ruolo di raccordo con altre istituzioni pubbliche.
     Nella sfida della globalizzazione il rimanere chiusi nel recinto della propria regione, non utilizzando per questo la grande potenzialitdei nostri corregionali all'estero, un vero e proprio delitto, che non possiamo pipermetterci.

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