SCAGLIONE: I Popolari Uniti domani ( 8.01.11) a Lagonegro Hotel Midi ore 16.00 Apertura dibattito politico sul rapporto sanità 2009 e sugli Stati Generali della Salute, svoltosi nei mesi scorsi.
Il confronto politico che come Popolari uniti stiamo aprendo intorno al tema della Sanità in Basilicata, non deve vederci per forza condizionati dalle azioni buone messe in campo negli ultimi anni ed oggi rimesse in discussione, ma legati a giudizi e valutazioni che invece i numeri positivi hanno rilanciato. E mi riferisco al rapporto sanità 2009 ed al dibattito sugli Stati Generali della Salute svoltosi nei mesi scorsi.
Il rapporto sanita’ 2009 rilancia una Basilicata in forma, conferma gli sforzi positivi del passato ma evoca anche scenari assurdi in materia di riduzione del personale o di sostituzione degli interventi pubblici e intanto a Matera la spesa sanitaria cresce a dismisura.
I dati positivi emersi nel rapporto Sanità in Basilicata 2009, confermano la validità delle scelte strategiche portate avanti nella scorsa legislatura con lo spirito di governare i fenomeni, attuare il riordino del sistema, contenere la spesa ma, soprattutto, garantire la qualità e la efficienza dei servizi alla persona. Un risultato dunque di rilevanza assoluta di cui non si può non tenerne conto nel mettere in campo le nuove azioni.
Pur tuttavia le conclusioni rappresentate dalla società rilevatrice dei dati, hanno bisogno di puntuali e corrette disamine. Non si può cioè rilevare o considerare alto il costo del personale in dipendenza dei trasferimenti del Servizio Sanitario Nazionale. Se fosse così semplice ridurlo, basterebbe licenziare diverse unità sul territorio e mandando a casa tanti padri di famiglia immaginare forme di sostegno che graverebbero ancor più sul sistema solidaristico regionale dequalificando i servizi. Semmai ci preoccupano le azioni che qualche direttore di azienda mette in campo addirittura annunciando nuove spese e assunzioni in contemporanea ed in barba alla presentazione dei risultati, proprio come ha fatto questa mattina il direttore dell’Asm.
Altra valenza, va invece data ai risultati dai quali emergerebbe la esigenza di aumentare l’assistenza privata specialistica che a mio avviso non compete al rapporto suggerire, atteso che c’è sempre in primo piano la esigenza di qualificare i servizi pubblici integrandoli con quelli privati, non sostituirli e far crescere così la spesa regionale e quella delle persone più volte invitata o costretta ad emigrare presso strutture private.
L’uomo deve essere sempre al centro delle azioni e degli interessi in materia di servizi sanitari ed in questa direzione la riconversione delle strutture ospedaliere piccole e di territorio ha bisogno di essere sostanziata nei fatti per evitare che si percepisca solo la voglia di tagliare.
Presentare così con dettagli poco efficaci, ad esempio i costi di riduzione di alcuni servizi nel settore sanitario mi auguro non rappresenti la nuova frontiera della politica condivisa con i cittadini al fine di evitare che tutto ciò resti solo come una manovra di Palazzo.
E’ il respiro ampio sulle scelte più delicate che ci aspettiamo dal Governo De Filippo a cui non facciamo mancare il sostegno ma da cui attendiamo il segnale di una inversione di tendenza del declivio delle scelte amministrative che col paravento dei tagli del Governo Nazionale, che pure ci sono, faccia digerire l’indigeribile. In qualche caso si tratta solo di aggiustamenti, di limature, ma è la prospettiva che non si vede perché nonostante ci ostiniamo a chiederlo, non ci viene fornito un quadro generale..
La politica deve riappropriarsi del suo ruolo mettendo da parte il calcolo ragionieristico che Tremonti sta imponendo e per il quale le ragioni sembrano quasi assecondare tale impostazione pur di nascondere i veri conti. Penso ai danni procurati dalla gestione del servizio sanitario nel materano o il ricorso continuo a professionalità esterne con long list e lavori precari di dubbia funzionalità ed utilità.
Qui si annida forse il vulnus economico della nostra regione su cui non intendiamo stendere un velo pietoso.
Eppure la politica ci insegna, ed in questo ci crediamo sempre, che è questione di coerenza. I Popolari uniti la praticano, gli altri no.

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