ACCORATO APPELLO DI DOMENICO GIANNACE AL GOVERNATORE DE FILIPPO
Signor Presidente,
innanzitutto ti chiedo scusa se mi permetto di rivolgermi direttamente a te, dopo essermi rivolto a tanti altri esponenti istituzionali e politici regionali e nazionali. Sono sicuro che presterai attenzione a questa mia nota che fa seguito al colloquio telefonico di oggi. Sono di sinistra da 75 anni. Sono Domenico Giannace, ex consigliere regionale, già Sindaco del Comune di Pisticci e per quattro mandati consigliere provinciale a Matera. Sono, senza presunzione, un protagonista della storia della Basilicata e che ha ricevuto la riconoscenza, tramite gradite lettere che ancora conservo, di Giuseppe Di Vittorio, di Enrico Berlinguer e di Carlo Levi. Conservo grande ricordo delle affettuose riconoscenze e attestati di stima di Vincenzo Verrastro, Carmelo Azzarà, Peppotto Guarino, Salvatore Peragine e di tante altre autorevoli personalità.
Sono stato un protagonista in Basilicata delle lotte per la democrazia, il lavoro e per l'occupazione delle terre e per questo sono stato cinque volte incarcerato. In un'occasione sono stato compagno di cella nel 1950 di Rocco Scotellaro, il poeta contadino Sindaco di Tricarico.
Da ragazzino frequentavo per lavoro la Colonia Confinaria di Centro Agricolo (Bosco Salice) che ospitò, fra gli altri, Umberto Terracini, Presidente dell'Assemblea Costituente.
Conservo il decreto del Presidente della Repubblica On. Carlo Azelio Ciampi che mi ha onorato del titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica.
Di quanto fin qui esposto puoi chiedere informazioni anche all'on. Vincenzo Viti.
Vengo ai fatti e al motivo di questa lettera.
Sono, insieme a tanti cittadini, sul tetto più alto dell'Ospedale di Tinchi di Pisticci dal 1° luglio per difendere il nostro ospedale dallo smantellamento criminale in atto ormai da troppo tempo. Il nostro Ospedale ha un bacino di utenza di 50.000 abitanti che nel periodo estivo arriva a 300.000.
E' stato il fiore all'occhiello della sanità Materana e di Basilicata. Dal 1980 in poi nella struttura di Tinchi ci sono stati circa 65.000 ricoveri, circa 7.000 interventi di chirurgia generale e 4.000 di chirurgia ambulatoriale, circa 6.000 parti e 140.000 prestazioni di pronto soccorso, migliaia di esami di laboratorio, di radiologia e di visite ambulatoriali.
Dal Piano Sanitario del 1997 - 1999 risulta che il tasso di operatività dell'Ospedale di Tinchi era nettamente superiore sia a quello di Matera, sia a quello di Policoro, con il 34,32% a fronte del 31, 60% di Matera e del 26,49% di Policoro.
Protestiamo anche perché, se si fossero comunque rispettate le funzioni di Ospedale Distrettuale secondo il Piano Sanitario Regionale, oggi l'ospedale di Tinchi sarebbe un buon distretto territoriale.
Ma lentamente e inesorabilmente è stato smantellato delle sue funzioni.
Siamo sul tetto dell'Ospedale da quasi 155 giorni. Ora la pazienza umana ha un limite. Non posso più calmare tanta parte della popolazione che chiede giustizia e che ci spinge ad azioni sempre più eclatanti, a proteste clamorose dopo le decine di manifestazioni, di fiaccolate, di marce di protesta, tutte nel pieno rispetto delle regole civili e delle funzioni, se pur ormai limitate, che si svolgono all'ospedale di Tinchi. Vorrebbero passare ad azioni molto forti che io vorrei evitare.
Non chiediamo la luna nel pozzo. Chiediamo subito quanto rivendicato dal Consiglio Comunale di Pisticci all'unanimità e chiediamo quanto proposto dal PD di Pisticci e Marconia.
Signor Presidente, mi creda, la nostra battaglia non è una battaglia di campanile, ma una battaglia di giustizia, per la quale ho sempre lottato.
Non dimenticare che a Pisticci hai conquistato 5.500 voti. Rispettali!!
Non solo a mio nome, ma anche a nome dei comitati in lotta e dello stimatissimo prof. Pietro Tamburrano, già parroco di Marconia.
Dal tetto dell'ospedale
Tinchi, 1 dicembre 2010


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