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venerdì 10 settembre 2010








EMITTENTI LOCALI: la nostra protesta!
Da alcuni mesi chi si sintonizza sulle frequenze di molte radio locali avrà ascoltato un messaggio di protesta da parte delle emittenti che lamentano la mancata applicazione da parte della Regione Basilicata dell’art. 41 della Legge 177/2005. Nella garbata ma precisa denuncia, le emittenti private sostengono che sono 5 anni che non ricevono richieste di spazi di comunicazione da parte della Regione e degli enti sub regionali, infatti, per protesta non trasmettono più i comunicati delle P.A. e del mondo politico.
L’art. 41 è un articolo chiaro e semplice, prevede che la pubblicità istituzionale delle amministrazioni pubbliche sia effettuata anche nelle radiotelevisioni locali, cosa che in Basilicata invece è semplicemente ignorata. Ho chiesto le ragioni di tale scelta alla Giunta Regionale che pure sembra tanto sensibile a spronare “veline rosse”, ma forse non desidera avere in Lucania un sistema mass-mediologico libero e non condizionato.
La libertà di stampa, di opinione, del libero pensiero si attua e non si professa a parole, dando spazio anche a quelle fucine di informazione che sono le “vecchie radio”.
Reputo sbagliata questa scelta, oltre che in violazione della norma, anche per altre motivazioni di natura differenti. Innanzitutto per una ragione di copertura informativa perché utilizzare solamente carta stampata o internet per la comunicazione istituzionale significa veicolare la notizia solamente a chi utilizza questo tipo di media a discapito di chi per diverse cause tra le più disparate, non possa usufruirne. Poi è risaputo che l’audience che tv e radio hanno è nettamente superiore a quello della carta stampata, precludere questa diffusione via etere significa lasciare ampie fasce di popolazione all’oscuro dell’informativa della P.A.
Inoltre, è opportuno ricordare che le emittenti locali sono aziende private con dipendenti che vivono di introiti pubblicitari, in una Regione dall’economia scarsa ed in crisi anche una piccola contribuzione da parte della P.A. può significare il mantenimento dei livelli occupazionali, un allarme che risulta chiaro e preciso nello spot di protesta.
La possiamo definire democrazia questa? E’ libertà di informazione, è pari opportunità per tutti i cittadini all’accesso di notizie? Non crediamo, per questo abbiamo chiesto con un’interrogazione al Presidente De Filippo una pronta verifica delle scelte fatte negli ultimi anni ed allo stesso tempo un’inversione di tendenza anche in rispetto della normativa. E’ chiaro che quando conosceremo in dettaglio cosa è successo in questi ultimi 5 anni, potremo farci un’idea più chiara della situazione dell’informazione in Basilicata.

Potenza 9/9/2010

Gianni Rosa / Mariano Pici

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