Pages

Pages - Menu

Pages

sabato 30 gennaio 2010

L’UDC CORRE DA SOLA CON TOMMASO DI PISA

di Giuseppe Coniglio

PISTICCI- Regionali sempre più vicine ma poche certezze sui nomi dei candidati pisticcesi. Da molti anni ormai, il terzo comune della Basilicata per numero di abitanti e dimensione del territorio non è rappresentato alla Regione e nelle sedi istituzionali che contano. La comunità ha pagato a caro presso e sperimentato sulla sua pelle la mancanza di un esponente politico autorevole in grado di rappresentare a pieno titolo la comunità. E così il territorio è diventato ormai terra di conquista e serbatoio di voti per candidati esterni di voti. Da qualche parte è stata suggerita la proposta accattivante di fare fronte comune e di convogliare le preferenze verso un solo candidato, superando i vincoli dell’appartenenza politica e dare corso ad una vera e propria crociata. E’ ormai convinzione comune che al momento, passati i tempi in cui la regione era monopolizzata da amministratori pisticcesi, oggi manca la figura carismatica di un uomo politico di peso e di prestigio. Circa le candidature alla Regione, si ripeterà lo stesso copione dell’esercito dei candidati? Al momento pare già certa la candidatura di Giovanni D’Onofrio (Pdl), mentre il Pd potrebbe opporre Vito Di Trani, consigliere provinciale ed al momento la massima carica istituzionale pisticcese. Ma si fa anche il nome dell’ex sindaco Pasquale Bellitti. L’Udc, intanto, dopo il commissariamento della sezione, ha ufficializzato il nome del suo candidato, Tommaso Di Pisa. Potrebbe scendere in competizione anche Piero Giannace (Prc) che non conferma ma nemmeno smentisce. E’ certo comunque che guarda in una prospettiva futura con un nuovo cartello della Sinistra Unita. Tiene banco, intanto, in questi giorni la vicenda delle clamorose ed inaspettate dimissioni dal Pd del capogruppo consiliare Giovanni Mastronardi, motivata da una questione morale ed in rotta con il suo partito. “Con l’assemblea provinciale di domenica 24 gennaio -dichiara Mastronardi in una nota- culminata con la nomina dei vice segretari provinciali, finisce la mia militanza nel Partito Democratico. Non un partito nuovo ma un nuovo partito che somma gli errori dei DS a quelli della Margherita. Una militanza che finisce non per questioni politiche, una battaglia si può vincere o perdere, ma per una questione di principio. Per una questione morale”. Mastronardi, particolarmente indignato per il “pressapochismo” dei dirigenti del PD, ha poi aggiunto che si può pure derogare da singole problematiche politiche, ma non ci può essere alcuna deroga alla questione morale. Nuovi equilibri nella minoranza al consiglio comunale? Al momento Mastronardi intende rappresentare solo ed esclusivamente la sua cittadinanza, senza colore politico.

Nessun commento:

Posta un commento